La Giunta regionale ha dato il via libera a 22 progetti rivolti agli istituti secondari di primo grado, finanziati con quasi 3 milioni di euro per trasformare le scuole in spazi di comunità anche oltre l'orario curricolare, con iniziative che spaziano da atelier e laboratori a percorsi di orientamento, attività sportive e culturali e molto altro.Tra gli istituti coinvolti non ci sono quelli della città di Bologna, che ha fatto una propria sperimentazione sulle scuole aperte al pomeriggio, ma potenzialmente tutti quelli dell'hinterland attraverso il progetto della Città metropolitana. C'è poi un altro tema molto delicato: di fronte ad episodi allarmanti come la "lista degli stupri" apparsa nei bagni dell'istituto tecnico Fermi di Modena, la Regione sta valutando di varare linee guida per l'educazione sessuale nelle scuole, "dal momento che una legge nazionale non c'è e nessuno ha il coraggio di farla", sottolinea Conti, il cui assessorato sta provando ad elaborare linee guida da sottoporre ad aziende sanitarie, a centri per le famiglie e consultori per ottenere "materiali emiliano-romagnoli vagliati in modo tale che le scuole possano sentirsi meno esposte nel momento in cui scelgono di fare educazione anatomosessuaffettiva nelle scuole". Senza un riferimento istituzionale infatti, le scuole "rischiano di sentirsi esposte a rilievi, valutazioni, ricorsi e così via. Ma non possiamo pensare – dice Conti – che un'educazione di questo tipo debba essere sulle spalle e nella responsabilità di insegnanti o dirigenti scolastici particolarmente sensibili e noi stiamo per strutturare una proposta di progetto a livello regionale".