Aperto l’ultimo lotto del Nodo di Rastignano, che alleggerisce il traffico alla periferia est di Bologna. Sabato mattina l’inaugurazione del secondo e ultimo lotto del Nodo di Rastignano, che completa la variante alla statale 65 della Futa. Taglio del nastro questa mattina per il secondo e ultimo lotto del Nodo di Rastignano, opera stradale alle porte di Bologna, nella periferia est, attesa da oltre 30 anni, che completa la variante alla statale 65 della Futa. Il tracciato di un chilometro e mezzo collega la Fondovalle Savena nel territorio di Pianoro, alla rotatoria di svincolo via Madre Teresa di Calcutta a San Lazzaro di Savena, alleggerendo il traffico di passaggio dal centro di Rastignano e da via Toscana a Bologna. L’opera, realizzata dalla Rti Strabag-Eco Demolizioni e finanziata con 30,7 milioni del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014-2020 nell’ambito del “Patto per Bologna metropolitana”, ha richiesto altri 4 milioni dall’avanzo di Bilancio 2023 della Città metropolitana e 9,5 milioni dal Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche per coprire l’aumento dei costi delle materie prime. Nel breve tracciato sono state costruite diverse opere importanti: il viadotto Rastignano di 263 metri con cinque campate in acciaio corten, una galleria artificiale di circa 100 metri sulla ferrovia Bologna-Firenze e due rotatorie. Realizzate anche sistemazioni idrauliche dell’alveo del Savena e opere di mitigazione ambientale, tra cui una duna e barriere acustiche in acciaio corten per oltre 2,2 chilometri. Nelle prossime settimane saranno completate opere accessorie su via del Paleotto e via Buozzi, il parcheggio del parco del Paleotto e le opere idrauliche sul Savena. Per gli interventi di compensazione ambientale sul verde, con stanziamento di 300mila euro, si attende invece la stagione adatta alle piantumazioni.