Taglio del nastro a Bologna per il Centro Aldina Balboni per l’accoglienza e la riabilitazione, nell’area di Villa Pallavicini, lungo via Cavalieri Ducati. Si tratta di una moderna struttura socioeducativa riservata alle persone con disabilità. Il progetto, elaborato dall’architetto Claudia Manenti e avviato nel 2020 dalla Fondazione Santa Chiara, è stato concepito con l’obiettivo di realizzare un centro “a consumo energetico quasi zero”. Aldina Balboni ha dedicato la sua vita ad aiutare i più fragili, realizzando numerose opere sociali, tra cui gruppi famiglia, centri diurni e attività ricreative per persone con disabilità. L’idea di realizzare questa nuova struttura, composta da un Centro Diurno Socio Riabilitativo e da una Comunità Alloggio, nasce dalla volontà di garantire continuità assistenziale a 16 persone di Casa Santa Chiara che hanno superato i 65 anni di età e che, con il passaggio al Servizio Anziani previsto dalla normativa vigente, sarebbero state esposte al rischio di ricevere un’assistenza ridotta e inadeguata. Il Centro Aldina Balboni – la cui gestione è affidata alla Cooperativa Casa Santa Chiara che opera in convenzione con le ASL – prevede una copertura h24 con operatori ed educatori a disposizione di ospiti con disabilità e necessità specifiche. Un edificio con tanti punti di forza pensato per favorire la socializzazione e il benessere di 25 ospiti semi-residenziali. Il progetto è stato realizzato grazie a un investimento complessivo di circa 4 milioni di euro, raccolti dalla Fondazione Casa S. Chiara attraverso donazioni di importanti partner e numerosi privati. “Desidero esprimere tutto il mio apprezzamento per un’opera che rappresenta un esempio concreto di attenzione e cura nei confronti delle persone con disabilità e delle loro famiglie", commenta in una nota Alessandra Locatelli, Ministro per la Disabilità Alessandra Locatelli. Un altro aspetto fondamentale del progetto è la relazione con il territorio. Il Centro, infatti, ha siglato una convenzione con il Comune di Bologna per destinare alcuni spazi a iniziative per il quartiere, favorendo così la socializzazione e l’integrazione tra le persone con disabilità e la comunità locale.