Terrorismo è una delle ipotesi sulla quale stanno lavorando gli agenti della Polfer e della digos di Bologna, coordinati dalla Procura che, nelle prossime ore, aprirà un fascicolo contro ignoti in merito al sabotaggio avvenuto stamattina sulla rete ferroviaria di Bologna. I reati che potrebbero essere contestati variano da incendio doloso a interruzione di pubblico servizio. Gli investigatori pensano si tratti di un atto dimostrativo di natura anarchica anche se, al momento, non ci sono rivendicazioni in tal senso. Sul posto si sono recati gli agenti della polfer allertati dal personale della rete ferroviaria italiana che avevano notato una anomalia sul sistema di rilevamento della velocità. Dalle prime verifiche è stato accertato che a provocare il danno è stato un ordigno incendiario posizionato in un deviatoio sulla linea ferroviaria Bologna-Venezia all'altezza di Castel Maggiore, ordigno che ha procurato la rottura dei cavi elettrici. Sul posto anche la scientifica che ha fatto i rilievi e repartato il materiale che è stato trovato. Ora il lavoro degli investigatori sarà quello di risalire alla provenienza del materia e, di conseguenza, anche agli autori del gesto. Un compito non semplice perché il punto in cui è stato appiccato l'incendio pare sia sprovvisto di telecamere di videosorveglianza, il lavoro degli inquirenti potrebbe essere agevolato dall'orario in cui si pensa sia stato compiuto il gesto: intorno alle 6 del mattino