Stanno uscendo i primi dati dell’affluenza delle 19. A Bologna la percentuale supera quota 23. In Emilia-Romagna l’affluenza è poco più del 19,22% circa e a livello nazionale intorno al 14,52%. I seggi resteranno aperti fino alle 23. Poi le urne si apriranno domani dalle 7 alle 15. A seguire ci sarà lo spoglio. Perché il referendum sia valido, è necessario raggiungere il quorum del 50% + 1 degli aventi diritto. I cinque quesiti:
Scheda VERDE: Il primo quesito, indicato sulla scheda di colore verde, riguarda l’abolizione del Contratto di lavoro a tutele crescenti del Jobs Act, che – in linea di principio – impedisce al lavoratore licenziato illegittimamente di essere reintegrato al proprio posto. Con la legge attuale, il dipendente a tempo indeterminato di un’impresa con più di 15 lavoratori non può essere reintegrato, in caso di licenziamento illegittimamente.
Scheda ARANCIONE: Il secondo quesito, scheda arancione riguarda la cancellazione del tetto all’indennità nei licenziamenti nelle piccole imprese, per garantire – secondo i promotori – più tutele a lavoratrici e lavoratori.
Scheda GRIGIA: Il terzo quesito, scheda grigia, riguarda il precariato e mira ad abrogare l’articolo 19 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 che disciplina la durata dei contratti a termine senza causali fino a 12 mesi. Al momento, la legge autorizza i datori di lavoro ad assumere con contratti a tempo determinato della durata fino a 24 mesi, ma una motivazione è necessaria solo dai 12 mesi in su.
Scheda ROSSO RUBINO: Il quesito sulla scheda rosso rubino riguarda la responsabilità solidale sulla sicurezza sul lavoro. In particolare, fa riferimento al cosiddetto Testo unico del 2008. Il referendum punta ad abrogare la norma che non permette al lavoratore in subappalto vittima di un incidente di chiedere il risarcimento anche all’impresa che ha commissionato l’opera.
Scheda GIALLA: Il quinto e ultimo quesito, stampato su scheda gialla, riguarda la cittadinanza italiana per cittadini extra-comunitari maggiorenni. La richiesta è quella di eliminare l’articolo 9, comma 1 legge 5 febbraio 1992, n. 91 solo nella parte sul tempo minimo di residenza legale in Italia, che oggi è fissato a 10 anni
