La storia è spietata, dicono, specie a sinistra, dove non esisterebbero compagni che sbagliano. E così dopo i circoli Pd che diventano salsamenterie, via le lapidi, pure quelle della “svolta” che ricordavano quando l’ultimo segretario del Pci Achello Occhetto scese a Bologna per annunciare la fine de comunisti italiani a favore del Pds.
Alla Bolognina, in piazza dell’Unità (altro nome evocativo tra il cartaceo e la crescentina) dove campeggiava il ricordo, è tutto un mormorare: ma dov’è finita la stele del pianto. chi ha portato via l’ex voto dell’ex Pci? Questioni lapidarie insomma, non sostanziali bensì proprio di sacelli. Ora, dove nell’89 Occhetto versò lacrime amare, c’è una targa che ricorda la Battaglia della Bolognina.
Peraltro in verità, l’annuncio lacrimevole non avvenne propriamente lì ma in una sede di via Tibaldi, dove ora c’è una parrucchiere cinese (quelli sì che di comunismo associato al turbo capitalismo se ne intendono ancora un po’). Il titolare, su richiesa, ti fa pure il taglio di capelli alla Achille Occhetto.