Pd: verso un congresso da tutti contro tutti

Pd: verso un congresso da tutti contro tutti

Si menano fendenti da orbi, che quelli dei maschietti paiono quasi minuetti: in vista del congresso provinciale del Pd bolognese, anticipato di qualche mese, le diverse anime del Pd locale, mai sopite nonostante sorrisi e abbracci di circostanza tra Elly Schlein e Stefano Bonaccini, tornano a galla più prepotenti che mai. Insomma non sarà certo un congresso unitario ma che più divisivo non si può.

Ultima in ordine di tempo a tirare le orecchie all’attuale segretaria dem Federica Mazzoni, è stata l’assessore regionale Irene Priolo, che di via Aldo Moro è pure vicepresidente: in sostanza la Priolo ha vuotato il sacco dicendo che la Mazzoni non è adatta a quel ruolo, anzi il partito si è ulteriormente frazionato invece che rafforzarsi. La Priolo comunque indica in una donna la soluzione idonea alla guida del Pd che verrà. Prima ancora però era stato il vicesegretario Pd Matteo Meogrossi che non aveva nascosto l’intenzione di candidarsi eventualmente proprio contro la Mazzoni.

In questo clima in cui l’ipermovimentismo filo-grillino degli schleiniani ha avuto tempi e modi per scontrarsi coi riformisti moderati che guardano meno alle estremità e che si sentono rappresentati sempre meno. Con questi chiari di luna, al momento le primarie sembrano inevitabili. A ciò si aggiunga il drammatico momento finanziario del partito, costretto a restituire almeno un terzo dei circoli per debiti contratti con la Fondazione 2000 e ancor più lo scenario internazionale sul riarmamento dell’Europa. Dove anche in questo caso, molti uomini e donne del Partito democratico sembrano più divisi che mai.