Il braccio di ferro musical-diplomatico pende a favore dei liberaldemocratici bolognesi che si erano da subito scagliati contro l’esibizione del pianista Alexander Romanovsky, noto pianista romantico, che avrebbe dovuto tenersi il 5 agosto al Cubo Unipol di Bologna. La colpa di Romanovsky? Roba da non poco. Ad esempio fu trasmesso dalla televisione di Stato russa mentre nell’agosto del 22 si esibiva sulle macerie di Mariupol, città simbolo dei bombardamenti putiniani, e in cui morirono centinaia di civili ucraini. Ai liberaldemocratici di casa nostra, che chiamano apertamente “fascismo” quello di Putin, non pareva vero che tre giorni dopo le celebrazioni del 2 agosto, Bologna organizzasse poi il concerto di un pianista, artisticamente ineccepibile, ma con scelte di campo musicali, da un punto di vista logistico, del tutto contrarie alle tradizioni ed ai valori bolognesi. Nella famosa esibizione di Mariupol, Romanovsky, già contestato in molte piazze italiane, si era esibito a fianco del violinista Peter Lundstrem, un altro musicista ancor più spinto nel filo-putinismo in questo caso, che ha lanciato diverse raccolti fondi per l’esercito russo, lo stesso che massacra da oltre tre anni la popolazione civile ucraina.
Lepore cancella il concerto del pianista filo-russo