Il Comune di Bologna ha chiesto di inserire la Torre Garisenda nel perimetro dei portici patrimonio mondiale Unesco. La Garisenda, una delle due torri simbolo di Bologna insieme alla Torre degli Asinelli, è da tempo al centro di un complicato progetto di restauro per ragioni statiche. La richiesta di modifica dei confini, approvata dalla giunta, sarà discussa dal Comitato del Patrimonio Mondiale a Busan in Corea del Sud dal 19 al 29 luglio 2026. I portici di Bologna sono stati iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco nel 2021 con 12 componenti distribuite in città e collina.
La modifica proposta riduce le componenti a 10 unificando alcuni tratti e prevede di riunire la Torre Garisenda alla Torre degli Asinelli nel complesso delle Due Torri, insieme ai portici di piazza Santo Stefano, piazza della Mercanzia e Strada Maggiore. Viene formalizzata la fusione dei portici della Certosa e di San Luca, due percorsi devozionali uniti dall’Arco del Meloncello. L’area si estende per includere una vasta porzione del paesaggio collinare circostante che arriva fino a Casalecchio di Reno, comune confinante con Bologna. È la prima volta che il sito Unesco esce dai confini comunali bolognesi. Vengono ampliati anche i perimetri di via Santa Caterina, via Saragozza e del complesso del Baraccano per includere isolati e chiese storiche collegate ai portici. Viene estesa la zona di protezione che ora comprende il corso del fiume Reno, ville storiche come Villa Spada e Villa Benni e i Giardini Margherita. “Non solo aggiorniamo i perimetri su richiesta dell’Unesco – dice l’assessora Anna Lisa Boni – ma rafforziamo l’identità della città. Il sito esce dai confini comunali riconoscendo che i Portici vivono in simbiosi con l’ambiente circostante”.