Mauro Mitilini, Andrea Moneta e Otello Stefanini, avevano poco più che vent’anni quando furono assassinati nel quartiere Pilastro, la sera del 4 gennaio 1991, dai killer della banda della Uno Bianca. Erano tre carabinieri in servizio a Bologna, tre delle 24 vittime della famigerata gang, composta in gran parte da poliziotti, che seminò il terrore fra Emilia-Romagna e Marche a cavallo fra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta.
In occasione del 35esimo anniversario, il loro sacrificio sarà ricordato domani, domenica 4 gennaio, come sempre con una cerimonia: alle 11 la messa in suffragio nella chiesa di Santa Caterina da Bologna in via Dino Campana, poi a mezzogiorno la deposizione delle corone al monumento in memoria delle tre vittime, in via Casini. Parteciperanno i vertici della Legione dei Carabinieri Emilia-Romagna, il sindaco di Bologna Matteo Lepore e il presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri, oltre naturalmente ai familiari delle vittime della Uno Bianca. “Noi facciamo di tutto per mantenere vivo questo ricordo -ha detto il presidente dell'Associazione Alberto Capolungo, in occasione di un altro recente anniversario, quello del duplice omicidio di Luigi Pasqui e Paride Pedini, assassinati il 27 dicembre 1990 a Castel Maggiore.
Tra le iniziative, quest'anno cè anche la mostra del fotoreporter bolognese Luciano Nadalini in corso al MamBo e aperta fino all'11 gennaio, che documenta con 38 scatti le vicende criminali della banda . Accanto alla memoria, ci sono le nuove indagini, con due filoni di inchiesta (al momento contro ignoti) avviati negli ultimi mesi per aggiungere dei tasselli di verità ai tanti misteri che ancora avvolgono quei fatti.