Omicidio Stefani, il legale dei genitori chiede risarcimento di 1,5 milioni: “Sofia colpita con brutalità fredda”

Omicidio Stefani, il legale dei genitori chiede risarcimento di 1,5 milioni: “Sofia colpita con brutalità fredda”

Nella nuova udienza del processo davanti alla Corte d’Assise, che vede imputato Giampiero Gualandi, 63enne ex comandante della Polizia Locale di Anzola, per l’omicidio volontario aggravato della collega Sofia Stefani, 33 anni, con cui aveva una relazione extraconiugale, è stata la volta delle parti civili. Per l’avvocato Claudio Benenati, che insieme al collega Lorenzo Valgimigli assiste Gualandi, “quello che è successo è stata una tragedia non voluta. Vi chiedo di distinguere le scelte di vita di Gualandi, il suo concetto di fedeltà con la moglie e con la Stefani, dalla condotta omicidiaria. Non dobbiamo giudicare il suo rapporto con Stefani” – ha detto Benenati nella sua arringa – Gualandi non ha mai cambiato versione, ma chiunque si contrappone al pensiero della Pubblico ministero, viene travolto”.

“Sofia è stata colpita con una brutalità fredda: Gualandi aspettava Stefani con l’arma, che era nascosta sotto al computer”, ha detto nella sua arringa l’avvocato di parte civile Andrea Speranzoni, che assiste i genitori della vittima, “morta con un colpo sparato al volto da un signore che si riteneva sopra le leggi e i regolamenti. Sofia era in trattamento psicofarmacologico e soffriva di fragilità, che Gualandi conosceva: lui era il commissario e relegava Sofia al ruolo di schiava-agente. Stefani era in una posizione di subordinazione assoluta: questo è un femminicidio relazionale, dove l’uomo non accetta la perdita di controllo sulla donna”, ha aggiunto Speranzoni, che ha chiesto 1 milione e 500mila euro di risarcimento per i genitori della vittima e nel caso la cifra non dovesse essere riconosciuta, in alternativa una provvisionale immediatamente esecutiva di 500 mila euro.