La stagione delle occupazioni studentesche sembra essere tornata. Dopo Copernico e Minghetti, a Bologna è oggi il turno del liceo Laura Bassi, dove gli alunni, riuniti questa mattina in assemblea plenaria nella sede di via Sant'Isaia, hanno votato a favore della occupazione, dopo una protesta che era in corso da giorni. Tanti i punti al centro delle rivendicazioni dei ragazzi e delle ragazze che frequentano le diverse sedi della scuola, definita 'inabitabile': ci ritroviamo al freddo e senza luce, non sono state fatte le prove di evacuazione in caso di incendio o terremoto -scrivono gli studenti su Instagram- altri problemi sono le infiltrazioni di acqua che nella sede di via ca' selvatica hanno portato anche al crollo di un soffitto. Una delegazione dei ragazzi, a quanto si apprende, dovrebbe ora avviare una trattativa col preside dell'istituto.
Dalle Laura Bassi al Minghetti, dove c'è uno strascico polemico alla protesta studentesca. I genitori infatti esprimono 'forte preoccupazione per le recenti decisioni della dirigenza scolastica e del Collegio dei docenti a seguito dell'occupazione del liceo. “Ci preoccupa in particolare -recita lettera firmata da più di 500 genitori e indirizzata alle istituzioni scolastiche e politiche- la scelta di segnalare alla magistratura un numero ristretto di studenti per un'azione collettiva che ha coinvolto centinaia di ragazze e ragazzi. I denunciati sarebbero proprio coloro che avevano cercato il dialogo con la dirigenza". Le stesse famiglie si dicono 'perplesse' anche per quella che viene definita "una brusca inversione comunicativa da parte della dirigenza, passata dalle 'positive interlocuzioni' iniziali a decisioni drastiche come sospensioni o voti di condotta bassi".
La protesta studentesca interessa anche l'università. Alcuni attivisti del collettivo 'Cambiare Rotta' hanno occupato il tetto del dipartimento di Matematica dell'Alma Mater, in via Zamboni, insediandosi con una tenda, per protestare contro i tagli alle università e contro le politiche di riarmo. "Mentre il Rettore Giovanni Molari cerca di tranquillizzarci dicendo che, nonostante i tagli, va tutto bene – spiegano gli attivisti sui social – la situazione è diventata allarmante, tra aule sovraffollate, mense a prezzi lussuosi, studentati che cadono a pezzi e borse di studio insufficienti al costo della vita in questa città". Il collettivo critica inoltre il rettore per non essersi ancora espresso per quanto riguarda il riarmo europeo, che porterebbe a ulteriori tagli all'università.