L’ultimo capitolo della cronaca giudiziaria ha già emanato il suo verdetto definitivo con la condanna all’ergastolo di Paolo Bellini, fu una strage neofascista nel periodo drammatico della strategia della tensione, lo hanno detto a più riprese anche alti esponenti dell’attuale governo di centrodestra. Eppure ci sono farneticanti cronache giornalistiche che ancora prefigurano altri scenari (perlopiù demenziali). Nel giorno della commemorazione numero 45 tantissime persone in corteo (deviato per i cantieri del tram in via Indipendenza) e tantissimi applausi e lacrime ricordando quel 2 agosto alla stazione di Bologna, nella quale 85 persone morirono e 200 sono rimasero ferite. In prima fila, dietro ai gonfaloni, la ministra dell’Universita e Ricerca, Anna Maria Bernini, che è stata contestata, il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, il presidente della Regione, Michele de Pascale. Alle manifestazione partecipa, tra gli altri, anche la segretaria del Pd, Elly Schlein. Conclusione in stazione, sul luogo della tragedia, con triplice fischio del treno alle 10.25, orario di scoppio della bomba.
“Volevo innanzitutto fare un ringraziamento ai giudici della Procura generale: hanno non solo fatto le indagini che per la Procura ‘normale’ non avrebbero dovuto essere fatte”, ma “da queste indagini è emerso il processo ai mandanti che ci può far affermare che anche l’ultima sentenza di Cassazione dimostra che si sa tutto, per quello che riguarda il retroscena della strage di Bologna. Ma questo apre anche nuovi scenari e nuove possibilità per fare altre indagini e probabilmente altri processi, che possono addirittura riscrivere parte della storia del nostro Paese”, queste le parole del Presidente dell’Associazione vittime Paolo Bolognesi.
“E’ importante per noi che ci sia un’ampia partecipazione” alle celebrazioni della strage della stazione di Bologna “da ogni parte d’Italia perché quello che è accaduto il 2 agosto è importante per tutta l’Italia non solo per la nostra città. Le ultime sentenze della Corte di Cassazione confermano la verità giudiziaria, d’ora in poi si potrà raccontare in modo diverso quello che è accaduto alla stazione di Bologna. Conosciamo i mandanti, gli esecutori e gli organizzatori”, le parole del sindaco Matteo Lepore.
“E’ importante che questo sia un percorso che accompagni anche le altre stragi del nostro Paese, della strategia della tensione e delle stragi di mafia. Verità e giustizia sono parole scolpite nel cuore della nostra città – ha detto Lepore – Una città e Paese democratico si può dire tale, quando si conosce appieno la verità e insieme la si può onorare attraverso il lavoro della Repubbilca italiana, attraverso tutte le sue funzioni”, ha detto la Ministra Bernini.
“La strage della Stazione di Bologna ha impresso sull’identità dell’Italia un segno indelebile di disumanità da parte di una spietata strategia eversiva neofascista che mirava a colpire i valori costituzionali, le conquiste sociali e, con essi, la nostra stessa convivenza civile”, il commento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.