In aumento i controlli dei Carabinieri Forestale, nel Bolognese tanti incendi boschivi

In aumento i controlli dei Carabinieri Forestale, nel Bolognese tanti incendi boschivi

Nel 2025 i Carabinieri Forestali dell'Emilia-Romagna, con 371 militari distribuiti in 94 reparti, hanno intensificato l'attività di tutela dell'ambiente e della biodiversità con quasi 65mila controlli, in crescita rispetto ai circa 59mila del 2024. Accertati 900 reati (+8,8%) e contestati oltre 2.600 illeciti amministrativi, con sanzioni per oltre 2 milioni di euro. I dati sono stati illustrati a Bologna dal Comandante della Regione Carabinieri Forestale Emilia Romagna, Colonnello Aldo Terzi. Non sono mancati i sequestri di animali da compagnia, soprattutto cuccioli, importati illegalmente in Italia. Gli episodi di incendi boschivi sono stati 50, in lieve calo rispetto al 2024. In questo ambito, è negativo il dato del territorio bolognese dove questo fenomeno è stato invece in aumento, con 21 eventi rispetto agli 8 dell'anno precedente.
Riceviamo moltissime segnalazioni di lupi e abbiamo anche avuto diversi casi di bracconaggio e di avvelenamento". Lo ha detto il colonnello Aldo Terzi, comandante dei Carabinieri Forestali Emilia-Romagna, rispondendo ai cronisti sul fenomeno della presenza sempre più frequente di questi animali selvatici nelle campagne e nelle colline, a margine dell'incontro sulle attività svolte nel 2025. "Siamo fortemente impegnati con la Regione Emilia-Romagna per restituire alle istituzioni il ruolo informativo su questa materia – ha spiegato – toglierlo ai social e cercare di avere un riferimento chiaro e certo su questa materia, che sappiamo essere molto divisiva e molto combattuta, e le popolazioni sono molto interessate". Riguardo l'uccisione di lupi con attività di bracconaggio, secondo Terzi i casi sono stati una decina in Emilia-Romagna nel 2025, ma si tratta di un dato approssimativo perché c'è una forte diffusione di esche avvelenate: "Molte volte troviamo lupi e altri animali selvatici morti investiti dalle macchine – ha aggiunto – che hanno all'interno una percentuale di avvelenamento variabile, quindi non riusciamo a stabilire quanto questa percentuale abbia influito sulla morte e fatichiamo a classificare esattamente queste morti". E ci sono stati anche due casi di "uccisioni con armi da sparo, cioè con fucili".