Foto e nome su profili porno, la casa in vendita e un finto funerale: donna vittima di campagna d’odio

Foto e nome su profili porno, la casa in vendita e un finto funerale: donna vittima di campagna d’odio

Una campagna d'odio del tutto gratuita, per rendere la vita impossibile a una conoscente: profili falsi su social media e siti pornografici, falsi annunci immobiliari per metterle in vendita la casa, il suo numero di cellulare segnalato come "spam truffaldino," con gravi conseguenze per il lavoro. Ma non è tutto: la vittima si è ritrovata ad essere contattata anche da cartomanti che le volevano togliere il malocchio e da agenzie funebri, per organizzare il suo funerale o quello di persone a lei vicine.

L'incubo, per una professionista bolognese di 45 anni, è durato un anno e mezzo e si è concluso (almeno questa è la speranza) qualche giorno fa, con l'arresto della sua stalker, anche lei bolognese, sui 40 anni, finita in carcere con le accuse di atti persecutori e diffamazione aggravata al termine di un'indagine della polizia postale. E' stata la stessa vittima a rivolgersi agli specialisti informatici, dopo che la sua vita e il suo lavoro erano stati letteralmente sconvolti. Le indagini hanno ricostruito che la stalker ha agito in tre fasi. La prima: per raccogliere online informazioni e dati sensibili della malcapitata. A conferma della premeditazione, si è scoperto che per creare i falsi profili porno aveva utilizzato una foto che la vittima aveva su whatsapp più di un anno prima, foto che evidentemente era stata salvata e conservata. La seconda fase è stata quella di attacco, con la creazione degli account su siti a luci rosse, i falsi annunci immobiliari per vendere la casa della vittima, le richieste alle pompe funebri per organizzare il suo funerale. A quel punto, dopo la denuncia alla polizia postale, la stalker è stata identificata e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, le sono state applicate misure restrittive, tra cui il divieto di avvicinamento (con braccialetto elettronico) e il divieto di comunicazione con la vittima, anche per via telematica. L'indagata ha rifiutato il braccialetto elettronico e così le è stato imposto il divieto di dimora in tutta la provincia di Bologna. Tutto questo non l'ha fermata perchè, dopo una breve pausa, ha ripreso a tormentare la 45enne, questa volta con finti messaggi di cartomanti, per togliere il malocchio a lei e ai suoi familiari. Esaminando contenuto, linguaggio e modalità di scrittura, la polizia è riuscita ad attribuire anche i nuovi episodi alla stessa donna, accertando così la violazione del divieto di comunicazione imposto dal Giudice. Violazione che ha portato all'arresto e ora la donna è in carcere.

La domanda, che sia la vittima, sia gli stessi investigatori si ponevano, cioè perché la 40enne abbia messo in piedi questa campagna d'odio, è rimasta senza risposta. E' stato accertato che le due donne si conoscono solo per un'amicizia in comune e non è emersa nessuna gelosia, sentimentale o professionale, che possa avere scatenato tutto questo. Se non, forse, una semplice antipatia.

La Polizia sottolinea l'importanza di denunciare tempestivamente queste forme di violenza digitale.