"Bologna era una città per tutti, adesso è una città per pochi". È l'allarme lanciato alla vigilia dell'ennesimo sfratto rinviato nel capoluogo emiliano, che giovedì mattina potrebbe diventare esecutivo per Helena Kamal, 50 anni, lavoratrice nel settore delle pulizie e affetta da una grave cardiopatia. Giovedì 15 gennaio un ufficiale giudiziario dovrebbe presentarsi nell'appartamento di via Niccolò dell'Arca, dove la donna vive da 17 anni. Lo sfratto, già rimandato quattro volte, riguarda un contratto in scadenza tra pochi mesi. Kamal, originaria del Bangladesh e regolarmente occupata, si è detta disponibile a rientrare nel debito accumulato dopo che il nipote, che viveva con lei, non aveva pagato parte dell'affitto. La proprietà, titolare dell'intera palazzina, ha però scelto di procedere comunque. A denunciare la situazione è Adl Cobas Emilia-Romagna, che chiede alle istituzioni di intervenire. "Ci chiediamo se sia accettabile eseguire uno sfratto con la forza pubblica in queste condizioni – ha dichiarato Tiziano di Adl Cobas – con una persona disponibile a saldare il debito e con problemi di salute che lo stress di mesi di procedure non fa che aggravare. Sarebbe una prova di forza folle". Secondo il sindacato, il caso è emblematico di un processo più ampio: "Una certa composizione sociale delle città è sotto attacco. Si è deboli con i forti, come i grandi interessi immobiliari, e duri con i deboli, persone che lavorano, pagano l'affitto e contribuiscono al tessuto sociale". Sul fronte sanitario, dal Laboratorio di Salute Popolare arriva un ulteriore appello: "Privare una persona cardiopatica dell'abitazione significa peggiorarne inevitabilmente le condizioni, oltre a compromettere la continuità delle cure". Anche dal consiglio comunale arriva la richiesta di fermare lo sfratto. "È una situazione paradigmatica della crisi abitativa – ha detto il capogruppo di Coalizione Civica, Detjon Begaj -. Una prova di forza sarebbe surreale e ingiustificata. Serve buonsenso e una risposta condivisa". Per giovedì mattina è annunciato un presidio sotto casa di Kamal. "Bologna – ribadiscono i promotori – non può diventare una città solo per turisti e redditi alti. Il diritto all'abitare riguarda tutte e tutti".