Il traffico cittadino è stato messo a dura prova questa mattina per la manifestazione dei matalmeccanici dell’industria – tra 60 e 70 mila nell’area metropolitana bolognese – in sciopero generale di 8 ore proclamato dai sindacati confederali a livello nazionale per riaprire il tavolo di trattativa finalizzato a rinnovare i contratti collettivi nazionali Federmeccanica e Unionmeccanica, sulla base della piattaforma unitaria Fim-Fiom-Uilm. A Bologna un corteo è partito da Porta Saragozza, ha percorso viali di circonvallazione per poi entrare da Porta Castiglione e arrivare sotto la sede di Confindustria. I motivi che hanno portato di nuovo il settore a incrociare le braccia sono molteplici: innanzitutto superare quella che i sindacati stessi definiscono “l’ostinazione delle aziende metalmeccaniche” nell’impedire aumenti certi ed esigibili sui minimi contrattuali, oltre l’inflazione, a tutela del potere d’acquisto dei salari, ma anche estendere i diritti, contrastare la precarietà e ridurre l’orario di lavoro, senza dimenticare l’aumento della tutela in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e negli appalti.