Chiusura immediata per il circolo sportivo Biavati, “non è sicuro”

Chiusura immediata per il circolo sportivo Biavati, “non è sicuro”

Chiusura immediata da questa mattina per il centro sportivo Biavati, in zona Corticella a Bologna, a tutela dell’incolumità delle persone. La decisione, assunta dal Comune, arriva dopo “numerose segnalazioni di blackout e cali di tensione elettrica all’interno dell’impianto e al cedimento dei palloni pressostatici”, si spiega da Palazzo D’Accursio. I sopralluoghi dei tecnici comunali hanno accertato che la mancanza di energia elettrica è conseguenza del “distacco dalla rete di distribuzione locale, a causa del mancato pagamento delle utenze da parte della concessionaria”. Inoltre, è stata verificata la presenza di un “gruppo elettrogeno non autorizzato dal Comune, installato per alimentare l’intero centro sportivo in sostituzione della rete cittadina”. Al gestore del centro, cioè la U.S. Corticella SSD, Palazzo D’Accursio aveva già “formalmente richiesto il ripristino dell’allaccio alla rete elettrica e la trasmissione di tutta la documentazione tecnica e di sicurezza relativa all’impianto elettrico, al gruppo elettrogeno e ai palloni pressostatici, fissando un termine ultimo al 13 febbraio e preannunciando la possibile chiusura in caso di inadempienza”. Ad oggi, però, “non risulta ripristinata l’alimentazione tramite rete cittadina né è pervenuta nei termini la documentazione richiesta per verificare la legittimità e la conformità degli impianti, non adempiendo alle richieste dell’amministrazione comunale. L’alimentazione tramite gruppo elettrogeno è stata ritenuta una soluzione esclusivamente temporanea e non sostitutiva dell’allaccio ordinario”.

Con un’ordinanza, il Comune di Bologna ha quindi sospeso tutte le attività, sportive e non, svolte all’interno dell’impianto, “fino al ripristino delle condizioni di sicurezza e alla successiva verifica da parte del Comune”. L’atto è stato notificato al gestore e trasmesso anche a prefetto e questore di Bologna. La misura, si spiega ancora da Palazzo D’Accursio, “si è resa necessaria e indifferibile per garantire la tutela della pubblica incolumità, con particolare attenzione ai minori che frequentano l’impianto”. Le segnalazioni di problemi sono state tre a fine gennaio (28, 29 e 30) e due a febbraio (il 5 e il 18). I blackout hanno comportato, tra le altre cose, “il mancato funzionamento delle luci di emergenza nei campi coperti dai palloni pressostatici- spiega il Comune- il progressivo sgonfiamento delle strutture pressostatiche a causa dell’assenza di alimentazione elettrica, con rischio immediato per le persone presenti; la diffusione di fumi da combustione di gasolio nei palloni e in altri spazi del centro; lo spegnimento delle caldaie e il conseguente abbassamento delle temperature”. A metà febbraio, si riferisce ancora da Palazzo D’Accursio, si è verificato un episodio “particolarmente grave: durante una lezione di tennis con un istruttore e dieci minori, si è verificato l’ennesimo blackout con spegnimento delle luci e cedimento dei palloni pressostatici, i cui teli si sono sgonfiati fino a terra”.