Dal pieno centro, con una bed&breakfast nella prestigiosa via Santo Stefano, alla periferia, con strutture in zona San Donato e alle Roveri. Sono quattro le attività ricettive a Bologna i cui gestori sono stati denunciati dalla Questura per avere violato le ultime norme in materia di registrazione e accesso dei clienti. Ma c'è anche chi ha fatto alloggiare due stranieri irregolari, che nella stanza avevano nascosto hascisc e cocaina e per questo sono stati arrestati.
Le irregolarità sono emerse nel corso di 21 controlli effettuati, nell'ultimo mese, da agenti della Divisione di Polizia Amministrativa. La legge prevede che chi gestisce strutture ricettive possa dare alloggio solo a persone munite di documento di riconoscimento, la cui verifica deve avvenire sempre tramite il riconoscimento 'de visu', cioè di persona, al momento dell’accesso. Lo ha stabilito la recente circolare ministeriale del novembre 2024, che ha vietato la possibilità di effettuare l’accesso a b&b e affittacamere tramite codici inviati telematicamente o mediante self check-in. In sostanza -ribadisce la Questura- è necessario che il confronto tra il documento e la persona avvenga in presenza, al momento dell’accesso.
Nei controlli la polizia bolognese spiega di avere accertato quattro violazioni che hanno portato alla denuncia, per errata registrazione, dei gestori di altrettanti bed&breakfast: uno si trova in via Santo Stefano, nel pieno centro storico, due nel quartiere San Donato, precisamente in via Pezzana e in via del Lavoro, l'ultimo in via Weber, zona Roveri. Per quest’ultima struttura è scattato, oltre alla denuncia del gestore, anche un provvedimento di sospensione per 15 giorni dell'attività: all’interno del b&b erano infatti alloggiati due cittadini tunisini risultati irregolari e tratti in arresto per spaccio, perchè trovati in possesso di 77 grammi di hascisc e 5 di cocaina.