E’ iniziato, davanti alla Corte d’Assise d’appello di Bologna, il processo di secondo grado a carico di Giampaolo Amato, il 66enne ex medico della Virtus pallacanestro e oculista che lo scorso 16 ottobre è stato condannato- in primo grado – all’ergastolo per gli omicidi della suocera Giulia Tateo e della moglie Isabella Linsalata, che morirono a distanza di 22 giorni nell’ottobre del 2021. Le due donne, secondo la tesi accusatoria, sarebbero state uccise da Amato con un mix di sevoflurano, un anestetico, e midazolam, una benzodiazepina. L’imputato è stato invece assolto dall’accusa di peculato, legata al possesso dei farmaci. Amato, in carcere dall’8 aprile 2023, è arrivato in aula poco prima dell’inizio dell’udienza ed è difeso dall’avvocato Valerio Spigarelli, che oggi sostituisce anche l’altro difensore, il professor Franco Coppi. Nel procedimento sono costituiti parti civili la sorella di Isabella Linsalata e il fratello di Giulia Tateo, assistiti rispettivamente dagli avvocati Maurizio Merlini e Francesca Stortoni. La Procura generale è invece rappresentata dall’avvocato generale Ciro Cascone e dalla sostituta pg Antonella Scandellari. In questo momento è in corso la lettura della relazione da parte del giudice a latere, al termine della quale dovrebbero essere discusse le richieste di rinnovo dell’istruttoria avanzate dalla difesa
