“Oggi sappiamo chi è stato e ne abbiamo anche le prove. La strage del 2 agosto 1980, già ideata nel febbraio 1979, fu concepita e finanziata dai vertici della famigerata loggia massonica P2, protetta dai vertici dei Servizi Segreti italiani iscritti alla stessa loggia P2, eseguita da terroristi fascisti. Contiguità che sembrano ancora oggi salde e inconfessabili, se pensiamo che fino a ieri le inchieste sulla strage del 2 agosto sono state ostacolate in ogni modo con depistaggi e intossicazioni che, seppur smascherate e smontate in sede processuale, hanno portato a ritardi di anni e anni nell’accertamento dei fatti”. Lo ha detto il presidente dell’associazione delle vittime della strage del 2 agosto 1980, Paolo Bolognesi, dal palco della stazione di Bologna, nel corso della cerimonia per il 45° anniversario della strage, nella quale 85 persone sono morte e 200 sono rimaste ferite. “E se ci sono voluti così tanti anni perché si arrivasse a svelare il quadro completo di chi ha voluto ed eseguito la strage del 2 agosto 1980, – ha aggiunto – è perché tutti, a parole, affermano di volere la verità, ma nei fatti sono moltissimi coloro che, pur avendone la possibilità, hanno fatto e fanno qualunque cosa per nasconderla, ritardarla e dissimularla”.
“Sappiamo bene che gli amici degli stragisti non si collocano solo a destra, perché il partito dei nemici della verità è trasversale, così come era trasversale la famigerata loggia massonica P2 -ha detto ancora Paolo Bolognesi- è però un fatto che tutti gli stragisti italiani passarono dal Movimento Sociale Italiano, partito costituito nel 1946 da esponenti della Repubblica Sociale Italiana (allora in gran parte latitanti perché ricercati dalla nuova giustizia della Repubblica democratica), che fino all’ultimo avevano combattuto con i tedeschi contro i partigiani, partito che si collocava apertamente contro la nascente Costituzione nata nel 1947 e ispirata alla lotta di Liberazione”. Da Bolognesi è arrivato anche un attacco alla premier Giorgia Meloni: “Alla Presidente del Consiglio, che ci ha accusato di volerla esporre a ritorsioni nel ricordare il passato da cui proviene, come quello da cui provengono gli esecutori delle stragi, vogliamo dire che una cosa è il rispetto per le Istituzioni, un’altra cosa è l’accettazione di riscritture interessate della storia, cosa che non siamo in alcun modo disposti a far passare. Presidente Meloni – ha detto ancora Bolognesi- condannare la strage di Bologna senza riconoscerne e condannarne la matrice fascista è come condannare il frutto di una pianta velenosa, continuando ad annaffiarne le radici”.
Alla cerimonia ha partecipato la ministra dell’Università, Anna Maria Bernini. “Sono rimasta su questo palco dall’inizio alla fine proprio il profondo rispetto che a titolo personale e come rappresentante del governo nutro nei confronti dei familiari delle vittime -ha spiegato- devo però dire che non sono d’accordo né a titolo personale né come rappresentante del governo con qualunque riferimento fatto dal presidente Bolognesi all’attualità o all’attuale governo. Qualunque collegamento con l’orrore della strage e l’attualità o l’attuale governo – ha aggiunto – lo respingo senza se e senza ma”. “Se altri processi ci dovranno essere, ci saranno -ha detto ancora Bernini – e anch’io ringrazio i magistrati che ci hanno portato alla sentenza definitiva. E farò in modo che quello che è dovuto ai parenti delle vittime sia loro corrisposto a titolo di infinitesimo segno della vicinanza che che lo Stato, il governo, tutto il Paese ha nei confronti del loro dolore, che è un dolore ed è una memoria che deve essere per tutti scolpita nella pietra per impedire che una cosa del genere accada ancora”. In apertura, la ministra ha parlato di “una strage oscena, orrenda, che i magistrati hanno definito di eversione neofascista”.
“Ci batteremo a ogni livello affinché siano pienamente pubblicate le sentenze sulla strage, così come prevede la legge italiana e come invece impedirebbero il decreto del governo e la circolare dell’archivio di Stato. Tutti devono potervi accedere alle sentenze. Il governo non osi insabbiare questa verità”. Lo ha detto il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, dal palco di piazza Medaglie d’Oro durante la cerimonia. Lepore ha anche abbracciato Paolo Bolognesi, che oggi passa il testimone della guida dell’Associazione dei familiari delle vittime a Paolo Lambertini.
La manifestazione quest’anno, dopo la partenza dal Comune, ha seguito un percorso diverso dal solito, per la chiusura di via Indipendenza a causa dei cantieri del tram. Tanti applausi, commozione e le lacrime di alcuni cittadini hanno accolto il corteo delle celebrazioni della strage del 2 agosto 1980 alla stazione. In prima fila, dietro ai gonfaloni, la ministra dell’Università e Ricerca, Anna Maria Bernini, il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, il presidente della Regione, Michele de Pascale. Alle manifestazione ha partecipato, tra gli altri, anche la segretaria del Pd, Elly Schlein.