“In 66 per garantire sicurezza in stazione a Bologna su organico previsto di 126 operatori. Con gli ultimi trasferimenti di personale, la Polizia ferroviaria riteniamo abbia raggiunto minimi storici in termini di organico”. Lo scrive il Siulp, con il segretario provinciale Amedeo Landino, segnalando la “grave carenza di personale” nel settore operativo di Bologna Centrale. Nel 2018 i poliziotti del settore erano più di 100, si ricorda, “ed erano già presenti i militari, ora non si riescono a garantire più tutti i servizi, poiché si è arrivati a 66 con un organico da previsione ordinamentale di 126 operatori. Un meno sessanta che oggi pesa come un macigno sulle spalle dei poliziotti e le poliziotte in servizio alla polizia ferroviaria di Bologna, i quali fanno veramente il possibile per assicurare un servizio all’altezza di uno degli scali ferroviari più complesso e strategico di tutta l’arteria ferroviaria”. Bologna Centrale “è al quinto posto per grandezza e volume di traffico tra le stazioni italiane, infatti conta una media di 159.000 persone al giorno, per un totale di 58 milioni l’anno, con un numero di convogli ferroviari che tocca i 700 al giorno di cui 200 ad alta velocità. Inoltre risulta l’unica stazione a non chiudere al pubblico nemmeno durante la notte”. L’appello è dunque a prefetto e questore di Bologna, al sindaco e ai parlamentari locali “affinché si riporti l’organico della polizia ferroviaria a numeri rispondenti al reale fabbisogno di un territorio ed una Stazione che rappresenta uno dei punti più strategici della rete ferroviaria, all’intersezioni delle principali direttrici Nord-Sud ed Est-Ovest”.
Il Siulp denuncia carenza di organico della Polfer