Ultima Generazione: processo rinviato per i bloccatori di strade. Gli attivisti sfilano in centro

Ultima Generazione: processo rinviato per i bloccatori di strade. Gli attivisti sfilano in centro

E’ stato rinviato il processo ai tre attivisti di Ultima Generazione -Ettore, Mida e Silvia – arrestati il 2 novembre per aver bloccato per circa un’ora la tangenziale di Bologna. Due di loro si erano ‘incollati’ una mano sull’asfalto cospargendola di cemento a presa rapida. La protesta era finalizzata alla richiesta ai Governi di un Fondo Riparazione per far fronte alle emergenze di alluvioni e calamità provocate dal cambiamento climatico.

Dopo essere stati fermati dalla Digos e aver trascorso una notte ai domiciliari, l’arresto fu convalidato per i reati di violenza privata aggravata e danneggiamento, ma non per l’accusa di interruzione di pubblico servizio aggravata. Il giudice scarcerò quindi i tre, disponendo per due di loro il divieto di dimora a Bologna, mentre per il terzo l’obbligo di firma. Nel frattempo, per uno degli attivisti, la misura del divieto di dimora è stata attenuata in obbligo di firma. L’udienza in programma stamattina è stata rinviata al 7 dicembre. Fuori dal tribunale gli ambientalisti solidali con i colleghi finiti a processo hanno inscenato una protesta con striscioni, presenti anche appartenenti a Extinction Rebellion, Cambiare Rotta, Mediterranea e Rifondazione Comunista. Al presidio è seguito un corteo composto da una cinquantina di manifestanti, che ha attraversato il centro (via Barberia, piazza Malpighi, Ugo Bassi) per poi raggiungere piazza Maggiore tra canti e slogan. “Noi non ci fermeremo, perché non possiamo aspettare, il cambiamento climatico del resto non si arresterà. Continueremo a lottare”, hanno detto al microfono. Gli attivisti hanno lanciato un altro presidio per il 7 dicembre, quando è prevista la nuova udienza in Tribunale a Bologna per i tre ambientalisti, e un’altra iniziativa per il 16 dicembre a Roma “dove faremo sentire tutti la nostra voce a Giorgia Meloni e al suo Governo”, hanno ribadito più volte.

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