Comitato Ravone Sicuro: preoccupazione per oneri di manutenzione a carico dei cittadini

In attesa che Comune e Regione presentino il progetto che, nelle intenzioni, dovrebbe risolvere in modo definitivo i rischi di esondazione del Ravone a Bologna (a quanto pare una sorta di 'tubone' interrato che dovrebbe raccogliere le acque del torrente a monte e portarle in galleria fino al fiume Reno), l'attenzione del Comitato Ravone Sicuro resta alta anche su una serie di aspetti collaterali, ma altrettanto importanti. Ad esempio la gestione delle concessioni demaniali lungo i tratti tombati del torrente, al centro anche di un’interrogazione presentata qualche settimana fa dal consigliere regionale di Rete Civica Marco Mastacchi. Il documento contesta in particolare una direttiva che attribuisce ai privati oneri di manutenzione e responsabilità civili su questi tombamenti, infrastrutture spesso inaccessibili ai cittadini. "Ci è stato segnalato da parte di alcuni cittadini che hanno tratti tombati nelle loro proprietà -spiega Luca Vianelli, portavoce del Comitato Ravone Sicuiro- che sono stati introdotti aggravi di responsabilità in termini manutentivi che prima non erano previsti. Soprattutto alla luce di quello che è successo a ottobre 2024, non ci sembra un corretto approccio al rapporto tra le istituzioni e i cittadini."  Un'altra preoccupazione riguarda il mancato inserimento del torrente Ravone nel PAI, il piano che l'autorità di bacino del Po ha posto in essere per regolamentare i vari corsi d'acqua. "Fino a dicembre c'era stato detto dall'Agenzia Regionale che sul Ravone non si poteva toccare nulla in attesa di questo PAI -ha detto ancora Vianelli- finalmente è uscito il PAI e abbiamo scoperto, con un po' di sorpresa, che il Ravone non è stato ricompreso, perché il PAI tratta solo il bacino del Reno. Poiché abbiamo visto che in altri PAI di altre autorità di bacino i torrenti che attraversano le città sono invece stati oggetto di regolamentazione, questo ci desta un po' di preoccupazione. Non vorremmo che questa assenza avesse ripercussioni anche in materia di eventuali contributi futuri, finanziamenti per lavori, eccetera. Inoltre -conclude Vianelli- riteniamo che il Ravone, pur essendo un torrente, sia un affluente del fiume Reno, quindi del bacino del Renom e si è visto che potrebbe essere un affluente anche importante."