L’allenatore di un cavallo da corsa è finito a processo a Bologna con l’accusa di maltrattamento di animali per aver “dopato” l’animale con una sonda al bicarbonato. I fatti risalgono a marzo 2023 all’ippodromo cittadino quando, dopo una corsa di trotto, le analisi antidoping sul sangue del cavallo evidenziarono valori anomali di diossido di carbonio, compatibili con la somministrazione di bicarbonato tramite sonda gastrica, pratica vietata nelle competizioni. Per l’impostazione della Procura, la sostanza sarebbe stata data senza prescrizione veterinaria per alterare fraudolentemente il risultato della gara e migliorare artificialmente la prestazione del cavallo, oltre ad esporre l’animale a un trattamento potenzialmente dannoso per la salute. La Procura aveva chiesto l’emissione di un decreto penale di condanna ad una sanzione da 11.750 euro, ma l’allenatore si è opposto e ha chiesto di estinguere il reato tramite la messa alla prova, circostanza sulla quale dovrà esprimersi alla prossima udienza il giudice, tenendo conto anche del parere della parte civile, l’associazione Horse Angels, assistita dall’avvocato Irene Bonora, e che ha innescato il procedimento penale con un esposto. La vicenda era già stata trattata dalla giustizia sportiva, dove il Masaf aveva irrogato sei mesi di sospensione e 1.500 euro di multa.
Cavallo ‘dopato’ con bicarbonato, allenatore a processo a Bologna