Il 'palo' della banda suonava ai citofoni per verificare se qualcuno fosse in casa e, una volta accertata l’assenza dei proprietari, i complici entravano in azione forzando le porte degli appartamenti con arnesi modificati, spesso senza lasciare segni di effrazione. Con queste modalità, ricostruite dalla polizia, un gruppo composto da tre cittadini georgiani avrebbe messo a segno 19 furti in appartamento a Bologna.
Episodi avvenuti nei primi mesi del 2025, ma l'indagine della squadra Mobile si è chiusa ora con l'esecuzione di due misure cautelari agli arresti domiciliari nei confronti di due dei responsabili. Il terzo, destinatario di una misura cautelare in carcere, non è stato ancora rintracciato ed è ricercato. La banda operava con ruoli definiti e agiva soprattutto in orario diurno e lavorativo, quando le abitazioni erano più facilmente vuote. Ha preso di mira un po' tutte le zone della città, portando via contanti, gioielli, dispositivi tecnologici e capi di abbigliamento di marca.
Gli investigatori sottolineano l’importanza della collaborazione dei cittadini nella prevenzione dei reati: notare persone estranee o intente a suonare ripetutamente i campanelli può consentire segnalazioni tempestive alle forze dell’ordine e contribuire a sventare questi furti.