C’è poco da dire, il Bologna è questo qui. Una squadra che ha anche giochicchiato per un tempo, 1-0 con rete di Castro per poi scomparire nella ripresa e subire un gol ad inizio secondo tempo per una colossale dormita difensiva che vale il pareggio di Noslin (ironia della sorte subentrato a Pedro per infortunio). Una squadra per niente reattiva, con un calo terrificante dei propri uomini più rappresentativi (non a caso Ferguson e Orsolini hanno calciato due rigori inguardabili) e che ha paura della propria ombra. La Lazio non ha nemmeno dovuto sforzarsi più di tanto, ottenuto il pareggio, ha atteso i calci di rigore pregustando la vittoria contro una squadra oggi del tutto impotente. Italiano ha scelto di non far giocare manco un minuto a Rowe, l’unico uomo apparso oin forma nelle ultime partite rossoblù. Per la cronaca, l’unico rigore dentro l’ha tirato Dallinga, Helland ha finalmente fatto il suo esordio e sia Lucumi che Moro sono usciti per infortunio. Obiettivo ora, a modestissimo parere di chi scrive, è cercare di ottenere la salvezza in campionato il prima possibile. Perché film del genere si sono già visti e sono finiti molto male. Solo pochi giorni fa, beato lui, l’ad Fenucci palesava ottimismo. Confessando però che sarebbe continuata in casa Bologna, questa linea al risparmio. Linea al risparmio che ultimamente non sta regalando troppe soddisfazioni ai tifosi del Bologna, ripiombati, dopo 2 stagioni esaltanti, nella consueta mestizia.
Povero Bologna, le perde tutte. La Lazio butta fuori gli ex campioni della Coppa Italia: 2-5 dopo i rigori