Va alla Dozza per il figlio, con droga e cellulari

Va alla Dozza per il figlio, con droga e cellulari

Stava per entrare a colloqui con il figlio detenuto, ma gli agenti di Polizia penitenziaria l'hanno prima perquisita, trovandole addosso due cellulari con caricabatterie e della sostanza stupefacente nascosti negli slip. É quanto riferisce in una nota il Sappe, Sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria, che nel congratularsi con i colleghi chiede che agli stessi vengano riconosciute le ricompense previste dall’ordinamento: “É giunto il momento di fare qualcosa di concreto per risolvere il problema dell’ingresso della droga in carcere, legato evidentemente ai tanti tossicodipendenti presenti, nonché dei telefoni cellulari” – scrive il Sappe, che poi aggiunge – Per i tossicodipendenti, come diciamo da anni, é necessario avviare programmi di recupero concreti ed efficaci, sul modello di Rimini. Per i telefoni cellulari é opportuno schermare gli istituti, in modo da renderli inutilizzabili, visto che l’introduzione nel Codice Penale di uno specifico reato si è rivelato inefficace, anche alla luce delle interpretazioni fornite dalla Cassazione sull’applicazione della norma.