Incendio nell’azienda di Zola Predosa, nessun accertamento da parte di Arpae

Incendio nell’azienda di Zola Predosa, nessun accertamento da parte di Arpae

L’Arpae ha precisato che: “nonostante una colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza, non è stato necessario effettuare controlli sulla qualità dell’aria. Allo stesso modo, non dovrebbero esserci rischi di inquinamento per le acque. Si tratta di un’azienda che “svolge attività di lavorazione e stampaggio di materiale plastico- spiega Arpae- le prime fasi dell’incendio hanno provocato una colonna alta di fumo nero visibile a chilometri di distanza. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco che, verso le 5, hanno allertato” i tecnici dell’agenzia regionale. Il rogo ha coinvolto “l’edificio uffici e mensa e l’adiacente capannone aziendale adibito allo stoccaggio di materiale plastico- precisa Arpae- in cui erano depositati parecchi prodotti finiti destinati alla spedizione. Parte del tetto del capannone è collassato a causa delle fiamme”. Una volta sul posto, i tecnici dell’agenzia ambientale “hanno rilevato che l’incendio era già domato e la colonna di fumo era quasi esaurita. Non erano avvertibili odori particolari nelle vicinanze. Non è stato necessario effettuare controlli sulla qualità dell’aria”. Subito dopo Arpae ha allertato l’Ausl di Bologna, poi intervenuta, e anche “contattato il referente Hera degli impianti di depurazione acque reflue urbane per segnalare l’arrivo di acque e schiume utilizzate per lo spegnimento dell’incendio, dal momento che queste confluivano in pubblica fognatura, fornendo anche le caratteristiche chimico-fisiche e di sicurezza del prodotto schiumogeno”. Hera dal canto suo “ha provveduto alla verifica e monitoraggio del buon funzionamento dell’impianto di depurazione di Bologna che accoglie le acque reflue della zona industriale di Zola Predosa- riferisce Arpae- assicurando che il depuratore Idar di Bologna, dotato di elevata capacità di trattamento dei reflui, è in grado di trattare le acque derivanti dallo spegnimento senza difficoltà”. Al termine della prima fase d’emergenza, conclude l’agenzia ambientale regionale, “si provvederà a verificare che la gestione dei rifiuti di combustione avvenga nel rispetto delle norme”

(solo immagini)