Omicidio del capotreno: il presunto killer non doveva essere in Italia

Omicidio del capotreno: il presunto killer non doveva essere in Italia

È il capo della squadra mobile di Bologna, che ha coordinato le indagini sull’omicidio di Alessandro Ambrosio avvenuto lunedì sera in stazione, a tracciare un ritratto di Marin Jelenic, il 36enne croato sospettato di avere accoltellato a morte il giovane capotreno, per motivi ancora sconosciuti. Anche quando è stato arrestato, a Desenzano del Garda, aveva con sé due coltelli, su cui verranno svolti accertamenti per capire se uno di essi sia l'arma del delitto. Sebbene, come ha spiegato il capo della Mobile, finora non avesse commesso reati particolarmente gravi, il 36enne aveva una lunga lista di precedenti, tanto che il 23 dicembre era stato raggiunto da un provvedimento di allontanamento dall'Italia emesso dal Prefetto di Milano. L'allontanamento, in teoria, deve avvenire entro dieci giorni. Ma negli ultimi due anni Jelenic era stato controllato e denunciato almeno cinque volte in varie città nel Nord Italia per il porto di coltelli, ma alcuni di questi procedimenti, secondo quanto si apprende, erano finiti con l'archiviazione perché il fatto era stato ritenuto tenue, quindi non particolarmente rilevante. Anche a Bologna era finito nei guai, come a giugno 2025 quando aveva creato problemi in una struttura per senza dimora. Era inoltre un volto noto in molti supermercati, compreso quello in stazione, perché spesso cercava di rubare lattine di birra.