Comitato Ravone Sicuro: “Che fine ha fatto lo studio Unibo sulla gestione delle emergenze?”

Comitato Ravone Sicuro: “Che fine ha fatto lo studio Unibo sulla gestione delle emergenze?”

“Sicuramente diamo atto che nel corso del 2025 alcune cose sono state fatte, oltre agli interventi di chiusura dei punti dove il Ravone aveva sfondato, è stato approvato l'adeguamento del piano di protezione civile per il rischio idrogeologico. Ma altre cose invece ancora stanno tardando”. A fare il punto sugli interventi di messa in sicurezza idrogeologica della città realizzati nell'anno che sta per concludersi è Luca Vianelli, 'alluvionato zero' e portavoce del Comitato Ravone Sicuro, l'associazione di cittadini che si è creata dopo i fatti di ottobre 2024. Tra le criticità che vengono segnalate c'è, in particolare, la mancata divulgazione dello studio di Unibo sul 'gemello digitale' del Torrente Ravone, frutto di un accordo con la Regione e realizzato per evidenziarne le criticità e individuare misure di prevenzione e mitigazione, strutturali e non strutturali, e interventi che andranno inseriti nel primo stralcio del piano speciale per la ricostruzione. 

“A ottobre, in occasione del primo anniversario dell'alluvione del 2024 -spiega Vianelli- c'era stato promesso per fine novembre la presentazione di questo studio di Unibo, che ad oggi non è ancora stato reso pubblico, anche se visto che la convenzione scade il 31 dicembre, immagino che l'università lo studio lo abbia già completato e che si tratti di mettersi d'accordo tra enti su chi deve fare, e soprattutto su che cosa deve essere fatto”. Il riferimento è a una ricerca del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell'Alma Mater sul cosiddetto 'gemello digitale' del Torrente Ravone, che sarebbe servito a capire come intervenire per una messa in sicurezza definitiva. “Si tratta di quello che sia Comune che Regione hanno da sempre definito la fase due degli interventi -precisa ancora Vianelli- vale a dire studiare il tombamento e vedere dove si possono effettuare interventi che possano mitigare il rischio che si abbia a ripetere quello che è avvenuto a ottobre 2024”

Un altro tema è quello della situazione del Ravone a monte, nella zona collinare. “Nei mesi scorsi abbiamo fatto segnalazioni sia al Comune che all'Agenzia Regionale competente su alcune situazioni, a monte ma anche in città, che potevano essere oggetto di interventi, come il rifacimento delle tre briglie che sono crollate in occasione degli eventi del 2024. A inizio ottobre c'era stato detto che era in corso la progettazione, prendiamo per buono quello che ci è stato detto, però siamo a fine dicembre e non si parla minimamente di interventi.” 

Intanto, per chi abita in zona Andrea Costa e Saragozza resta la paura che, in caso di forte maltempo, possa succedere qualcosa di grave. “Chiaramente ogni volta che è prevista pioggia la paura c'è sempre -conclude Vianelli- fino ad ora l'autunno è andato bene, però continuare a vivere sperando nella clemenza del meteo è un po' spiacevole.”