La follia, il potere, il denaro, il tempo: sono i temi attualissimi della celebre opera buffa di Gioachino Rossini 'Il barbiere di Siviglia', che chiude la Stagione d’Opera 2025 del Teatro Comunale di Bologna. L’allestimento è quello curato dal regista Federico Grazzini nel 2019, questa volta in scena in una versione ripensata per il Comunale Nouveau fino al 30 dicembre. Sul podio torna Renato Palumbo, che il pubblico della fondazione lirico-sinfonica felsinea ha avuto l’occasione di ascoltare più volte. Nel cast le voci rossiniane del baritono Nicola Alàimo nei panni di Figaro, del mezzosoprano Aya Vakizono che interpreta Rosina, del basso-baritono Paolo Bordogna nelle vesti di Bartolo, del tenore Dave Monaco come Conte d’Almaviva – al debutto al Comunale – e del basso Michele Pertusi come Basilio, accompagnati dal Coro del Teatro Comunale. "Rossini porta all’estremo i conflitti della commedia borghese: amore contro egoismo, libertà contro prigionia – racconta il regista Grazzini – La follia qui non è malattia: è il vortice di situazioni imprevedibili in cui i personaggi vengono risucchiati. Il potere è incarnato da Bartolo, perfetto borghese: conservatore, utilitarista, padrone degli spazi e delle regole. Il suo mondo perfetto va progressivamente in frantumi. Il denaro, come spesso accade, muove tutto. La dote di Rosina non è soltanto un elemento narrativo: è la manifestazione di un pensiero borghese che trasforma anche l’amore in un calcolo costi-benefici. Uno degli aspetti fondamentali della nostra lettura è quello metateatrale perché nel capolavoro rossiniano esistono troppi riferimenti metateatrali per essere ignorati", sottolinea il regista.