Un detenuto straniero in regime di semilibertà non ha fatto rientro nel carcere bolognese della Dozza, dove doveva tornare, dopo aver trascorso fuori parte della giornata, come prevede l’articolo 50 dell’ordinamento penitenziario. Lo fa sapere il vice segretario regionale Sappe, Francesco Borrelli. “Ricordiamo che se il soggetto ammesso alla semilibertà non rientra entro dodici ore dall’orario stabilito – spiegano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Francesco Campobasso, segretario nazionale – risponde del reato di evasione e soggiace alla revoca della misura stessa. Si tratta di un detenuto straniero che avrebbe finito di scontare la pena a fine 2026 ed era condannato per reati contro il patrimonio e la persona. Da tempo – concludono i due sindacalisti – sosteniamo che la polizia penitenziaria dovrebbe essere maggiormente ascoltata nei processi decisionali che portano alla concessione delle misure alternative alla detenzione e dei permessi premio, proprio per la capacità che la stessa ha di osservazione e di conoscenza dei detenuti”.
Detenuto in semilibertà non rientra nel carcere di Bologna