Omicidio Sofia Stefani, il legale di Gualandi: “Non c’era solo sesso”

Omicidio Sofia Stefani, il legale di Gualandi: “Non c’era solo sesso”

E’ in corso davanti alla corte d’Assise di Bologna il processo per il delitto di Sofia Stefani che vede imputato l’ex comandante della polizia di Anzola, Giampiero Gualandi, 63 anni, accusato di omicidio volontario aggravato. Oggi è la giornata delle arringhe dei difensori di Gualandi. “Se analizziamo solo i messaggi dal contenuto erotico non possiamo capire il rapporto tra queste due persone. Basta digitare alcune parole nella chat, come ‘amore’, sembrano adolescenti, esce fuori 56 volte. Stesso discorso per la parola ‘amo’. Si scrivono poesie inoltre, sono poesie di persone che provano sentimenti, non c’è solo una storia di sesso, ma anche un coinvolgimento emotivo, perché i messaggi sono reciproci”.
Ha detto l’avvocato Claudio Benenati, che insieme al collega Lorenzo Valgimigli, assiste l’ex comandante della polizia di Anzola. “In questa istruttoria si è insistito molto sul sesso, ma quando si parla di adulti consenzienti quello che fanno a letto non ci deve interessare. Queste persone facevano Bdsm, una pratica diffusissima, e non c’entra solo il film ’50 sfumature di grigio’, pensiamo a ‘Bella di giorno’ con Catherine Deneuve. Oppure ‘Il portiere di notte’ di Liliana Cavani. Pensiamo anche ad alcuni film di Almodovar. E’ un fenomeno che può non piacere, ma alcune persone sono attratte da queste pratiche”, ha sottolineato il legale di Gualandi.
    “Nella chat – ha aggiunto – ci sono messaggi di condivisione su queste fantasie. Non c’è un solo messaggio di rifiuto della Stefani. Era un rapporto paritetico su questo aspetto, non c’era prevaricazione da parte di uno sull’altra. E ancora, non c’è un messaggio dove la Stefani si lamenta, ad esempio, per la storia del dente rotto. A me il loro è sembrato un rapporto ordinario, dove c’era affetto e aspettative, un rapporto di coppia, anche extraconiugale, ma normale”.

Sofia Stefani e Giampiero Gualandi