Gruppo criminale calabrese faceva affari a Bologna, 8 arresti

Gruppo criminale calabrese faceva affari a Bologna, 8 arresti

E’ grazie ad una denuncia della società Aeroporto di Bologna, relativa ad altre società che gestiscono alcuni parcheggi adiacenti al Marconi, che è scattata, a marzo 2021, l’indagine sfociata nell’operazione ‘Bononia Gate’, con la quale la polizia ha smantellato un’associazione criminale ritenuta vicina alla ‘ndrangheta. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della squadra mobile, i componenti di questa organizzazione cercavano costantemente di investire denaro nel territorio emiliano, acquisendo attività imprenditoriali e gestendole poi in modo illegale. Uno degli indagati, legato alla cosca dei Piromalli, tramite un prestanome aveva gestito proprio uno dei parcheggi privati vicini allo scalo bolognese.

L’indagine, durata più di 4 anni e coordinata dalla Procura e dalla Direzione Investigativa Antimafia, ha portato a 8 ordinanze di custodia cautelare e al sequestro preventivo di beni per un milione e mezzo di euro, fra Emilia-Romagna, Calabria, Lazio e Campania. Solo uno degli indagati è finito in carcere, cinque sono ai domiciliari, due hanno ricevuto obblighi di dimora. Le accuse sono di bancarotta fraudolenta, indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, truffa, riciclaggio. Le società che venivano create o acquisite dovevano apparire floride, con escamotage contabili o manipolazioni di bilancio, per poter accedere a finanziamenti bancari e mutui agevolati, garantiti dallo Stato tramite il Mediocredito Centrale. Dopo aver incassato i finanziamenti ed essere state impiegate per commettere truffe, le aziende venivano fatte fallire, non prima che i relativi conti correnti venissero prosciugati. Tutto questo anche grazie alla complicità di due commercialisti, uno di Bologna e uno di Roma, che avevano il ruolo di ‘consiglieri’, suggerendo i sistemi per violare le leggi.

Apprezzamento per questa indagine è arrivato dal sindaco di Bologna, che ha ringraziato gli investigatori della Polizia e della Dia. “Un intervento che continua a colpire in modo deciso le infiltrazioni della criminalità organizzata nel nostro territorio -ha detto Matteo Lepore– e che rappresenta un impulso a investire su attività di prevenzione e monitoraggio che le istituzioni, gli ordini professionali e i cittadini attivi devono contribuire a rafforzare”.

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