Una vera e propria guerriglia urbana quella vista giovedì sera a Bologna, la deriva dai contorni negativi delle manifestazioni pro Palestina promosse in città e in tutta Italia. Le avvisaglie di un fine giornata difficile c’erano state sin dalla mattina quando gli studenti avevano provato a sfondare il cordone di polizia fisso in stazione; poi dopo un apparente calma, in via Carracci al memoriale della Shoah un nuovo contatto tra un gruppo attivisti e le forze dell’ordine. Manganellate da una parte, pietre e bottiglie dall’altra. Sin da subito l’obiettivo principale degli attivisti è stata la stazione centrale costantemente presidiata con la circolazione ferroviaria interrotta a scopo precauzionale. Tutte le strade adiacenti sono state chiuse al traffico e piazza Medaglie d’oro vittima della devastazione del passaggio dei manifestanti. Sono state spaccate le vetrate di negozi e stazione, divelti semafori, rovesciati i bidoni della spazzatura e le mobike. Intorno alle 22 la polizia, con i lacrimogeni ha allontanato i manifestanti che si sono rifugiati in Montagnola. Chi è rimasto in via indipendenza ha spaccato tutto quello che poteva dalle transenne dei cantieri alle telecamere di video sorveglianza e ha dato fuoco a materassi e bici-elettriche. Scene violente nei modi e nei gesti, probabilmente, isolate dal contesto iniziale della manifestazione, e chi le ha commesse ha approfittato del caos della manifestazione. Mentre in via Indipendenza e piazza XX ritornava la calma, in via Irnerio prima, in via Righi – via Moline, nuovi momenti di tensione tra le due parti. Alla fine della serata la questura ha fermato e denunciato due persone per violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Sono state identificate alcune decine di soggetti la cui posizione attualmente è al vaglio della Digos. Tra le Forze dell’Ordine ci sono complessivamente 24 feriti. E ora c’è la conta dei danni che, sicuramente, saranno ingenti