“Nella città di Bologna ieri sera è stata messa in atto una vera e propria guerriglia urbana. Adesso basta. Tutto ciò è inaccettabile e va condannato senza reticenze. Quanto è accaduto è inaccettabile ancora di più in una città che si è sempre dimostrata vicina alla causa palestinese. Bologna non merita di essere devastata e offesa”. Lo dice il sindaco di Bologna Matteo Lepore, dopo la serata di guerriglia che ha investito una parte della città, con il lancio di fumogeni da parte della polizia.
“Chiedo ai manifestanti, a tutte le associazioni, ai partiti, ai sindacati e ai movimenti coinvolti – dice Lepore – di prendere le distanze da chi causa violenza e devastazione. Serve una forte risposta democratica a tutto ciò. Non possiamo permettere che una grande mobilitazione di popolo per la pace e i diritti umani sia pregiudicata da chi nega nei fatti questi principi con metodi violenti ed eversivi. Scendere in piazza lanciando pietre e oggetti, appiccare incendi, vandalizzare cantieri e beni pubblici, beni privati come vetrine e negozi, inneggiare alla distruzione di Israele e colpire la polizia è stare dalla parte sbagliata della storia, significa violare la legge e fare il gioco di chi oggi nega il genocidio o vuole parlare di altro”.
Lepore ringrazia “chi ha lavorato per tutta la giornata di ieri e la notte tra ieri e oggi, garantire il diritto manifestare di migliaia di persone, tutelando la città e la nostra comunità. Tutti gli operatori che si sono da subito attivati per sistemare e ripulire la città dai danni ingenti. Le pulizie sono durate fino a questa mattina e dovranno proseguire anche dopo lo sciopero. Mi auguro che lo sciopero generale proclamato per oggi rappresenti un momento di grande e bella partecipazione. Noi come sempre opereremo per garantire che le cose si svolgano al meglio”.
Lepore aggiunge che l’Amministrazione Comunale non assumerà alcun provvedimento contro i dipendenti che aderiranno. “Ringraziamo – dice – chi parteciperà in altre forme pur rimanendo sul posto di lavoro, così come chi non aderendo deve sentirsi libero di svolgere i propri compiti. Che sia una giornata di democrazia e di partecipazione”.
