Anziana colta da malore muore in casa, i figli aggrediscono gli operatori sanitari

Anziana colta da malore muore in casa, i figli aggrediscono gli operatori sanitari

Gli operatori del 118 erano intervenuti in un’abitazione in via Trauzzi, zona Pilastro, per soccorrere una donna di 63 anni colta da un malore e che poi purtroppo è deceduta. La tragedia ha scatenato la reazione violenta dei figli della signora, due fratelli di 25 e 29 anni, che hanno aggredito i sanitari, presi a calci e pugni al punto da finire in ospedale. Poi se la sono presa anche con i carabinieri, prima di essere bloccati e arrestati.

I fatti sono avvenuti dopo mezzanotte, in un appartamento dove vive una famiglia originaria del Congo. L’ambulanza è stata chiamata perché la 63enne si era sentita male, per quello che è poi risultato essere un arresto cardiaco. Gli operatori hanno iniziato le manovre di rianimazione e chiesto l’invio anche dell’automedica, ma la donna non ce l’ha fatta. E’ stato a quel punto che i figli se la sono presa con i due operatori volontari che per primi erano arrivati sul posto, provocando a entrambi varie lesioni, guaribili in 2 e 7 giorni. Insulti sono stati rivolti anche alla dottoressa della Rianimazione dell’Ospedale Maggiore e alla infermiera del 118 che erano sull’automedica. Quando sono arrivati i carabinieri del nucleo radiomobile, i due fratelli hanno cercato di picchiare anche loro, ma alla fine sono stati fermati. L’accusa, per entrambi, è di lesioni a personale sanitario e resistenza a pubblico ufficiale. Su disposizione della Procura -secondo quanto fanno sapere i carabinieri- il 25enne e il 29enne sono stati già rimessi in libertà, in assenza -si legge- di presupposti per richiedere l’applicazione di misure coercitive.

Sull’episodio è intervenuta l’Azienda USL di Bologna, per condannare con la massima fermezza l’aggressione, avvenuta in un contesto di grande drammaticità, che ha visto il personale sanitario impegnato in un intervento tempestivo e altamente professionale. Ma nonostante ogni sforzo clinico, spiega ancora l’ausl, la paziente non è purtroppo sopravvissuta. La Direttrice Generale, Anna Maria Petrini, ha voluto esprimere personalmente all’equipaggio la vicinanza, la solidarietà e il sostegno di tutta l’Azienda, ringraziando gli operatori coinvolti per la loro professionalità, il sangue freddo e il senso del dovere dimostrati anche in un momento così difficile. L’Azienda USL di Bologna fa inoltre sapere che si costituirà parte civile nei procedimenti giudiziari che eventualmente seguiranno, per tutelare in tutte le sedi i propri professionisti e riaffermare con forza che la sicurezza di chi cura è una priorità non negoziabile.