Martedì in piazza Santo Stefano a Bologna poche decine di persone si sono radunate contro la decisione (sacrosanta) del sindaco Lepore di cancellare l’evento pagato coi soldi pubblici del concerto del pianista filorusso Alexander Romanovsky, che aveva suonato sulle rovine di Mariupol distrutta dai Russi e con migliaia di vittime civili ucraine. In piazza Santo Stefano sventolavano, per togliere ogni dubbio, anche bandiere russe