C’è anche un “Sistema Bologna”?

C’è anche un “Sistema Bologna”?

Diciamo che l’inchiesta sul presunto “Sistema Milano” al momento è assai più ricca di particolari dell’ancor più presunto “Sistema Bologna”: là ci sono nomi e cognomi, indirizzi, luoghi e orari dei coinvolti. Dalle nostre parti invece, appena aperto il fascicolo su presunte irregolarità nelle concessioni edilizie da parte del Comune, ecco che zac, è già tutto sui giornali dando potenzialmente un po’ di vantaggio agli eventuali rei nel non commettere più alcun passo falso, ne avessero mai commesso qualcuno prima. Inchiesta bolognese dunque per ora senza indagati né ipotesi di reato. Arrivata dopo l’esposto di sette comitati cittadini in cui viene denunciato come si sarebbe concesso di realizzare in aree già occupate da vecchi capannoni o piccole palazzine, immobili di oltre dieci piani facilitando però gli iter realizzativi. Operazioni ex novo vere e proprie presentate invece come ristrutturazioni. Ed invece della lunghissima trafila, sarebbe bastato ai palazzinari la sola presentazione della Scia (ovvero la Segnalazione certificate di inizio attività). 13 casi in tutto realizzati Ospedale Maggiore, Mazzini, Due Madonne, Stalingrado, Bolognina e Corticella. Coordinatore dei comitati è Andrea de Pasquale per conto di “Bologna vuol vivere”, “Fermiamo i mostri urbani”, “Residenti Santa Viola”, “Tutela alberi Bologna”, “Nido Cavazzoni”, “Parco Acerbi”, “No palazzoni”, “Villa Paradiso”. La notizia dell’inchiesta è stata salutata positivamente dalle opposizioni, ad esempio dai leghisti Di Benedetto e Di Martino che però giudicano “grave” la “fuga di notizie da dentro la Procura”, meno dicevamo invece la tempistica di come il tutto si stia sviluppando sulla stampa. sulla stessa lunghezza d’onda l’ex pentastellato Giovanni Favia che da tempo invoca inchieste di questo tipo su Bologna.