Quando la polemica corre tra gli scaffali

Quando la polemica corre tra gli scaffali

Non accadrà certo come in Friuli Venezia Giulia dove il presidente Massimiliano Fedriga ha annunciato di voler interrompere ogni rapporto di collaborazione con Coop Alleanza 3.0 ma anche dalle nostre parti, la decisione delle coop di boicottare i prodotti israeliani, sta sollevando un polverone imprevedibile.

Passi per l’inserimento tra gli scaffali della Gaza Cola, la cui vendita va per per progetti umanitari a favore dei tantissimi in difficoltà sulla striscia continuamente bombardata dall’esercito israeliano, ma togliere dagli scaffali i prodotti israeliani non è andato giù ad una marea di consumatori che annuncia di voler cambiare punti vendita fino al ritorno dei prodotti fatti sparire.

Anche perché la domanda corre veloce: e i Cinesi coi Tibetani e gli Uiguri, e i Turchi coi Curdi, e i Russi con gli Ucraini ed il Vietnam coi cattolici? E l’elenco potrebbe continuare a lungo. Se si dovesse far sparire dagli scaffali ogni prodotto di un Paese che ne maltratta un altro, resterebbe poca roba da comprare. Poi resta la nota della Coop nazionale, che a sua volta ha fortemente criticato la scelta di Coop Aleanza 3.0: “non spetta a loro prendere certe decisioni”. Fatto sta che anche tra i supermercati coop di Bologna, la polemica scalda un’estate già torrida.