Se ne è parlato tutta la settimana scorsa, dopo l'annuncio dei rincari in arrivo dal primo marzo, e se ne parlerà ancora. Il tema è quello della contestata manovra che porterà Bologna in cima alla classifica delle città con i trasporti pubblici più costosi, non solo in Italia, visto che, come qualcuno ha fatto notare, in una metropoli come Londra il biglietto singolo costa circa 2 euro e 10 (contro i 2,30 di Bologna) e il tetto massimo di spesa giornaliera (la cosiddetta best fare pagando con carta elettronica) non arriva ai sei euro e mezzo (a Bologna sarà di 9 euro).
Già lunedì il Consiglio comunale che si riunisce a Palazzo d'Accursio esaminerà, tra le delibere, anche quelle che riguardano appunto l’aumento delle tariffe dei biglietti dell’autobus, oltre che l'adeguamento del quadro tariffario per la sosta a pagamento. A quanto si apprende, la giunta starebbe lavorando a qualche correttivo, anche sulla spinta degli alleati di Coalizione Civica, sia per andare incontro alle categorie economicamente più fragili, sia sugli aspetti che riguardano la qualità del servizio.
In attesa di scoprire se ci saranno anche piccole modifiche rispetto a quanto annunciato, l'opposizione non perde tempo: Fratelli d'Italia ha già fatto partire un volantinaggio alle fermate, cui seguirà una raccolta firme.