Strage 2 agosto 1980, per i giudici Bellini “portò la bomba” alla Stazione

Strage 2 agosto 1980, per i giudici Bellini “portò la bomba” alla Stazione

“Dal quadro probatorio emerge con assoluta certezza la piena colpevolezza di Paolo Bellini in ordine agli orrendi delitti a lui contestati. Tra le persone del commando terroristico che eseguì materialmente la strage della stazione di Bologna il 2 agosto 1980 vi era infatti, “senza ombra di dubbio alcuno” lo stesso Paolo Bellini, la cui presenza in stazione al momento dell’attentato “era finalizzata o a trasportare, consegnare e collocare quantomeno parte dell’esplosivo” oppure a fornire un supporto materiale all’azione “nella piena consapevolezza” che nella sala di aspetto sarebbe stato collocato l’ordigno che uccise 85 persone.
Con queste parole, la Corte di assise di appello di Bologna identifica il ruolo dell’ex esponente del movimento neofascista Avanguardia Nazionale nella strage di 44 anni fa, nelle motivazioni della sentenza con cui l’8 luglio scorso è stato confermato l’ergastolo per concorso in quella strage.
Ma i giudici scrivono anche che “senza ombra di dubbio Licio Gelli è il consapevole finanziatore della strage di Bologna, e tale circostanza spiega il movente dell’attività calunniosa e depistatoria da lui posta in essere, unitamente ad alti funzionari dello Stato”.
Bellini è dunque ritenuto esecutore materiale in concorso con gli ex Nar già condannati in via definitiva (Giusva Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini), con Gilberto Cavallini (ergastolo in appello) e con Licio Gelli, Federico Umberto D’Amato, Mario Tedeschi e Umberto Ortolani, ritenuti mandanti, finanziatori e organizzatori, ma tutti indagati quando erano già deceduti.
Secondo i giudici, non solo la ‘catena indiziaria’ a carico di Bellini emersa nel processo di primo grado è risultata granitica e inequivocabile, ma è stata ulteriormente supportata dalle risultanze emerse in appello. In particolare, il suo alibi non ha retto: un alibi preordinato ed apparentemente solidissimo (farsi vedere lontano da Bologna), rivelatosi falso per una circostanza imprevedibile, vale a dire un video girato quel 2 agosto dal turista tedesco Harald Polzer, che decise di filmare l’arrivo del treno su cui era a bordo la sua famiglia e nel quale Paolo Bellini venne casualmente ripreso. Da quel video in Super8 e dal riconoscimento fatto dall’ex moglie di Bellini è quindi “provato – ribadiscono i giudici – che l’ex esponente di Avanguardia Nazionale era alla stazione di Bologna pochi minuti prima e pochi minuti dopo la micidiale esplosione”.
L’attentato, sia per la Corte d’Assise che per la Corte d’Assise d’appello, fu eseguito da “un commando terroristico composto da più cellule di organizzazioni eversive di destra, unite dal comune obiettivo di destabilizzare l’ordine democratico e coordinate da funzionari dei servizi segreti e da altri esponenti di apparati dello Stato ‘deviati’ che a loro volta hanno risposto alle direttive dei vertici della P2, il cui capo indiscusso Licio Gelli ha sia direttamente finanziato la strage, sia organizzato le operazioni di depistaggio, anche mediatico”.

Soddisfatti i legali di parte civile, che evidenziano come questa sentenza confermi che la strage fu ‘politica e finalizzata a destabilizzare il Paese.’