Ricerca UniBo: “Per fare un buon vino servono (anche) buoni batteri”

Ricerca UniBo: “Per fare un buon vino servono (anche) buoni batteri”

Un gruppo di ricerca dell’Università di Bologna ha analizzato il microbioma di una delle regioni vinicole più rinomate d’Italia, quella del Vino Nobile di Montepulciano, mostrando come le specifiche abbondanze di batteri e funghi nelle 12 diverse unità geografiche aggiuntive contribuiscono a plasmare specifiche caratteristiche del vino come l’aroma, il colore e il sapore. Lo studio, pubblicato su Communications Biology, si è concentrato in particolare sull’analisi del terroir di una delle regioni vinicole più rinomate d’Italia, quella del Vino Nobile di Montepulciano. Il microbioma del suolo su cui crescono i vigneti è fondamentale per la qualità del vino: le comunità di miliardi di microrganismi presenti nel terreno contribuiscono infatti alla fertilizzazione delle piante, alla loro resistenza agli stress ambientali, ai meccanismi di contrasto dei patogeni. Oggi sappiamo che il microbioma di un terroir vinicolo può essere utilizzato come marcatore di un’intera area di produzione. Finora, però, non erano state definite le possibili differenze all’interno di queste aree. Per approfondire il tema, gli studiosi si sono quindi concentrati sulle 12 unità geografiche aggiuntive (UGA) del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano DOCG, una delle eccellenze italiane per la produzione vinicola: 7 milioni di bottiglie vendute ogni anno in tutto il mondo, 65 milioni di euro di fatturato e un indotto complessivo del valore di circa un miliardo di euro