“Un piano di grande e lungo respiro, con tempi di messa in pratica anche di oltre 12 anni e che riguarderà la realizzazione sia di opere urgenti sia di opere da terminare nel medio e lungo periodo”. Con queste parole la vicepresidente della Regione Irene Priolo presenta il Piano speciale della ricostruzione pubblica post alluvione, nel corso della commissione Territorio. Un piano per ora stimato in 4 miliardi e mezzo di euro per opere idrauliche, interventi sui fiumi, recupero morfologico e potenziamento del reticolato minore dei corsi d’acqua, per il quale la Regione conta già sui 2,5 miliardi di euro nelle disponibilità della struttura commissariale e sui 375 milioni del fondo di solidarietà europeo. All’appello mancano circa 1,2 miliardi “da trovarsi per quell’obbligo morale che tutti si sono presi”, afferma Priolo. Andrea Colombo dell'Agenzia del Bacino del Po sottolinea come “è bene occuparsi dei fiumi, perché scontiamo le scelte fatte nel secondo dopoguerra ai tempi del boom economico". La presentazione del piano speciale è oggetto di confronto tra le forze politiche.