Avrebbe ucciso per gelosia il cittadino ucraino di 38 anni, già noto alle forze dell'ordine, che è stato sottoposto a fermo disposto dalla Procura della Repubblica dalla Squadra Mobile di Bologna per l'omicidio di Roman Matvieiev, operaio 40enne, incensurato, anche lui di origine ucraina. Matvieiev è stato trovato in una pozza di sangue nella serata di Venerdì nel suo appartamento in un caseggiato di via Ferrarese a Bologna da un connazionale di 52 anni, che viveva nella cantina di Matvieiev al piano interrato. La vittima, operata d'urgenza per ferite alla pancia e frattura del cranio, è deceduta ieri in tarda mattinata. La Scientifica, nel corso della perquisizione sul luogo del delitto, ha rilevato alcune impronte attribuibili al 38enne. Anche l'acquisizione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona immortalano l’arrivo dell'uomo, con una chiave inglese di grosse dimensioni lunga almeno 50 centimetri, presso la palazzina di Via Ferrarese e uscirne dopo alcuni minuti con evidenti tracce di sangue sul braccio. Tutti elementi che hanno portato il Pubblico Ministero a emettere un provvedimento di fermo per il reato di omicidio nei confronti del 38enne ucraino rintracciato in zona Pilastro a bordo di una vettura. Una volta perquisito, l'uomo è stato portato in Questura e sottoposto a interrogatorio, da cui è emerso il movente passionale che lo avrebbe portato a uccidere il connazionale. L'ucraino – poi condotto nel carcere della Dozza – ha ammesso le sue responsabilità e il movente, viene spiegato, è da ricollegare, molto probabilmente, a un rapporto di simpatia, amicizia, frequentazione fra la moglie del presunto omicida e la vittima. Una frequentazione per nulla accettata dall'uomo, che avrebbe riferito di apprezzamenti e provocazioni verbali e che avrebbe portato il 38enne a uccidere Matvieiev.