Otto importanti quadri appartenenti al patrimonio dello Stato italiano sono 'prigionieri di guerra' a Belgrado, in bella mostra nelle sale del Museo nazionale serbo: si tratta di capolavori di artisti attivi tra il '300 e l'800, da Tiziano a Tintoretto, da Carpaccio a Paolo Veneziano. Da anni la procura di Bologna ne chiede invano la restituzione, dopo che i carabinieri hanno scoperto e ricostruito l'incredibile vicenda che ha portato i dipinti in Serbia.

Ora un'inchiesta giornalistica, al centro di un libro che sarà presentato giovedì a Bologna, rivela che oltre a quei quadri ce ne sono anche altri che dovrebbero essere riconsegnati all'Italia, perchè illecitamente esportati e poi trafugati nel lontano 1949 dal Centro di raccolta di Monaco di Baviera, dove gli alleati avevano stipato tutte le opere d'arte razziate dai nazisti.

Nonostante due rogatorie e una confisca disposta nel 2018, le autorità serbe hanno risposto picche, e gli 8 quadri si trovano sempre nel museo di Belgrado. La vicenda è raccontata nel libro "Bottino di guerra", dei giornalisti Tommaso Romanin e Vincenzo Sinapi, che sarà presentato giovedì alle 17 dagli stessi autori nella sala Scantanburlo del Comando Regionale dei Carabinieri di Bologna, in via dei Bersaglieri.

(nel video alcune immagini delle opere italiane esposte a Belgrado e al centro della vicenda)