Un teschio, quel che resta del bacino e degli arti, alcuni frammenti di ossa: sono 13 le parti di scheletro umano trovate in un'area boschiva in via Vallescura, sui colli di Bologna, e sulle quali la polizia ha avviato indagini. Per dare innanzitutto una identità a questi resti, e poi per scoprire eventualmente le cause della morte.

Gli agenti hanno raggiunto il bosco domenica, dopo la segnalazione di una donna il cui figlio, il giorno precedente, durante una passeggiata con un amico aveva notato il teschio e le ossa, presumibilmente umane. Ne ha poi parlato con la madre, che l'indomani ha avvisato la polizia. Sul posto, anche con l'aiuto dei Vigili del Fuoco che hanno rimosso alcuni tronchi caduti e con il supporto di un medico legale, sono state effettivamente recuperate 13 parti di uno scheletro umano. Nei pressi sono state trovate anche una sciarpa e, a distanza di circa 10 metri, una scarpa da trekking. I resti sono ora sotto sequestro, in vista di ulteriori accertamenti. Da una prima analisi – spiega la polizia – apparterrebbero a un uomo di età superiore a 50 anni, deceduto in un periodo anteriore agli ultimi tre anni, quindi prima del 2021. Gli investigatori hanno ascoltato alcuni residenti della zona e anche i gestori di una clinica poco lontano, per capire se lo scheletro possa essere attribuito a una persona scomparsa di recente. Per il momento, non sono stati raccolti elementi utili all'identificazione.

Chi ha memoria delle tante persone scomparse negli ultimi anni a Bologna e mai ritrovate penserà probabilmente ad alcuni nomi: a cominciare da Pietro Clò, l'82enne scomparso nell'autunno 2015 da via Marzabotto. Malato di Alzheimer, era uscito di casa per una passeggiata pomeridiana e non aveva fatto più ritorno. Settimane di ricerche non avevano dato esito. Un altro nome che viene in mente è quello di Nicola Menetti, pensionato 62enne sparito a febbraio 2009 da Monghidoro. Meno probabile che si possa trattare di Fabio Farini, la cui scomparsa da Villa Baruzziana è troppo recente, perchè risale a giugno 2023, o del rapper Domedama, Domenico d'Amato, sparito dal 2017 quando aveva 27 anni, un'età che non corrisponde a quella attribuita all'uomo cui apparteneva lo scheletro.