Dopo sette mesi di attento restauro, il monumento dedicato al fabbro municipale Gaetano Simoli e a sua moglie Liberata Morini, situato all’interno del Cimitero della Certosa – Campo del Chiostro VII, numero 48 – torna al suo antico splendore. Il monumento, realizzato nel 1895 dall’artista Tullo Golfarelli, rappresenta un simbolo tangibile dell’orgoglio di classe del defunto. Bologna Servizi Cimiteriali ha stanziato complessivamente 27mila euro per la realizzazione dell’intervento, che non a caso cade prossima alla ricorrenza del Primo Maggio, festa dei lavoratori. La tomba con l’imponente effige del fabbro, che raffigura l’uomo con tenuta e attrezzi da lavoro, si erge come emblema eloquente della dignità artigiana. Il delicato intervento conservativo è stato realizzato dal Laboratorio di Restauro Ottorino Nonfarmale e si è svolto sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggi e ha consentito di restituire al pubblico il monumento che si stava deteriorando a causa dell’inquinamento atmosferico e dell’insediamento di muschi e licheni nelle porosità del marmo. La scultura, così celebre da essere lodata persino da Giovanni Pascoli nel 1906, testimonia l’ispirazione dell’artista Tullo Golfarelli, ma anche il suo impegno nei confronti degli ideali progressisti e di lotta di classe, cui era fortemente legato. L’opera fu commissionata per volontà testamentaria dello stesso Gaetano Simoli, che con il suo lavoro risparmiò quanto necessario per realizzare il sogno di un monumento che ne tramandasse la memoria ai posteri.