È stato recuperato il corpo dell’ultimo lavoratore disperso nell’esplosione della centrale idroelettrica di Bargi al lago di Suviana. Mancava all’appello il 68enne napoletano Vincenzo Garzillo, dipendente della Lab Engineering. Con l’ultimo ritrovamento, ora le vittime accertate sono 7, un’ecatombe sul lavoro dunque.

Il lavoro dei sommozzatori in questi 3 giorni di ricerche, è stato intenso e molto difficile viste le proibitive condizioni in cui si sono trovati ad operare. Ora, una volta archiviato da un punto di vista sociale, lo strazio per le 7 vittime, ci sarà spazio per le indagini nel tentativo di far luce su questa sciagura avvenuta nella centrale idroelettrica più importante dell’Emilia Romagna dove non erano praticamente mai avvenuti incidenti.

La Procura di Bologna ha aperto un’inchiesta per disastro ed omicidio colposi ma non saranno effettuate autopsie vere e proprie sui corpi dei lavoratori deceduti né sarà sequestrata l’intera struttura Enel che insiste sul lago di Suviana. Bensì solo i piani -8 e -9 dove è avvenuta la tragedia dopo uno scoppio per cause imprecisate ed il crollo e l’allagamento delle zone dove i lavoratori stavano operando. La loro collocazione infatti al momento dell’implosione e la dinamica del tentativo di fuga potrebbero essere importanti al fine di capire meglio cosa possa essere accaduto.

Arpae ed Hera sono state incaricate di effettuare prelievi per monitorarne la situazione dell’acqua del bacino dove si teme possano essere finiti oli e carburanti. L’acqua inquinata è stata estratta dalla centrale poi immessa in autobotti che l’hanno portata via per smaltirla in altre località.